Alle elezioni di domenica nella Sassonia-Anhalt il partito di estrema destra AfD ha sbaragliato tutti. Sta iniziando un’onda nera, un ’68 di altro colore che ci travolgerà? Allora i protagonisti erano gli spavaldi studenti che non volevano la guerra e contestavano una società autoritaria, ora toccherà agli elettori del paese più povero della Germania dare la sveglia?
Per capire qualcosa sono andato a leggere, con l’aiuto di Google Traduttore, il programma elettorale di AfD, non tutto ma a pezzi, e mi sono fatto l’idea che ci troviamo di fronte non solo a un movimento reazionario, xenofobo e razzista, ma a un più complicato movimento antisistema, anticasta verrebbe da dire, come da noi i grillini prima maniera. Una specie di partito omnibus che si propone con una forte carica etica e ideale in nome di un’antipolitica escatologica, e forse per questo ha raccolto voti in tutte le direzioni e tra tutti i ceti.
In particolare, mi sono concentrato sulle proposte riguardanti la scuola, 23 punti ben evidenziati. Ne ho avuto due impressioni. In prima battuta mi è parso di essere di fronte al programma del ministro Valditara, ma articolato con ben altra forza argomentativa. Per così dire, le idee del nostro ministro sono una vecchia Panda, mentre dall’altra parte abbiamo una Mercedes fiammante. Dall’altro è un programma sfidante, cioè che pone problemi che sono comuni a tutti i sistemi scolastici, di non facile soluzione e che interrogano anche i progressisti. Liquidare tutto come vecchio ciarpame reazionario e fascista non ci porta molto lontano.












