La vittoria di AfD in Sassonia‑Anhalt non deve stupire perché è il risultato di un processo lungo che l’Europa osserva da vent’anni senza davvero comprenderlo. E nemmeno deve stupire la possibilità che il BSW - la sinistra antisistema tedesca - possa sostenere un nuovo esecutivo sassone di marca AfD, nella riproposizione di un moderno patto Molotov Ribbentrop, come quando Hitler e Stalin si coalizzarono per spartirsi la Polonia.
Ci sono molte affinità fra estrema destra ed estrema sinistra, come scritto dal maggiore storico del fascismo, Zeev Sternhell.
La convergenza rosso bruna è sempre possibile. Lo avevamo già ipotizzato nel 2019 in “Popolo e populismo” (Cairo editore), quando indicavamo nel governo gialloverde italiano un laboratorio politico capace di mostrare come partiti antisistema potessero convergere. Il collante rosso bruno è nell’odio verso il sistema liberale e parlamentare, un nemico comune sufficiente a cancellare ogni incompatibilità ideologica. Ma ci conviene distruggere un sistema che - seppur imperfetto - ha garantito pace, prosperità e democrazia? Il dato che la Russia tifi per i rossi bruni ci deve fare riflettere.
Ma i liberali dovrebbero fare una severa autocritica.











