Mentre Merz sprofonda, l’estrema sinistra di Sahra Wagenknecht corteggia l’Alternative für Deutschland in vista delle Regionali di settembre. Con l’obiettivo di dare una spallata alla già zoppicante GroKo.
I problemi della politica tedesca al momento sono due: il primo è che la Grande coalizione guidata dal cancelliere Friedrich Merz è impantanata in litigi interni a cui si aggiunge l’incapacità di affrontare le crisi internazionali; il secondo è la minaccia dell’Alternative für Deutschland (AfD). L’estrema destra, data al 27 per cento, è virtualmente il primo partito a livello nazionale – più per demeriti altrui che per meriti propri – e si appresta a fare incetta di voti alle elezioni regionali che si terranno a settembre nell’Est del Paese. Qui i sovranisti guidati da Alice Weidel e Tino Chrupalla arrivano a superare il 40 per cento. È così possibile che in Sassonia Anhalt venga eletto governatore il candidato dell’AfD Ulrich Siegmund, magari grazie all’aiuto dell’estrema sinistra del Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), piccolo partito che alle Politiche anticipate dello scorso anno aveva fallito l’entrata al Bundestag, ma che a livello locale, soprattutto nelle zone orientali, gode di un discreto sostegno.






