Basterà il pacchetto di 34 misure varato dal governo del cancelliere Friedrich Merz per arginare l’ondata di antipolitica che secondo i sondaggi sta portando un fiume di consensi nelle acque dell’estrema destra dell’AfD? La domanda investe l’intera Germania, e riguarda la sua struttura economica e l’assetto politico del prossimo futuro, perché la connessione tra scontento sociale, sfiducia nelle istituzioni e voto di protesta si fa ogni giorno più stretta. A settembre il primo appuntamento elettorale sarà in Sassonia-Anhalt, poi seguiranno, il 20 del mese, quelli in Meclemburg-Vorpommern e il voto per l’amministrazione locale a Berlino (tutti Laender appartenenti all’ex Germania Est). Gli ultimi sondaggi danno l’estrema destra tra il 41 e il 42 per cento e la Cdu/Csu tra il 24 e il 26: un divario molto difficile da colmare, che però è riuscito almeno a dare una scossa al governo federale, il quale ieri ha presentato un progetto di riforme chiaramente intenzionato a sventare la disfatta. Tra le altre cose saranno aumentate le aliquote fiscali per i redditi oltre i 250 mila euro, i contatti a tempo determinato e gli orari di lavoro domenicali verranno prolungati, saranno aboliti i certificati medici telefonici, sarà aumentata l’età pensionabile, aboliti i mini-job e insomma tutta una serie di misure che rispondono a chi vuole un Paese più efficiente, meno indulgente con gli assenteisti e i lavoratori estemporanei, più protettivo nei confronti delle fasce a basso reddito. Basterà? Non basterà probabilmente, più che altro perché il tempo di assorbimento delle riforme (che entrino a regime e comincino a far vedere i primi effetti) non coincide con il tempo delle urne, né con lo spirito delle attuali campagne elettorali, che stanno assumendo toni sempre più polarizzati e antipolitici (non succede solo da noi). Una prima idea di quello che succederà ce l’avremo questo fine settimana al congresso di partito dell’AfD a Erfurt, in Turingia (non lontano dal confine con la Sassonia Anhalt). Le frange della sinistra – che raccolgono i sostenitori della Linke, di BSw, dei gruppi Antifa e anche di diversi comitati civici – si preparano a una grande azione di protesta, che secondo un rapporto dei servizi di sicurezza potrebbe avere anche esiti violenti (nella misura in cui si intende bloccare l’ingresso dei partecipanti al palazzo del Congresso). Si parla di un dispiegamento di oltre 6000 agenti, oltre a droni, barriere e cannoni ad acqua, e si attendono circa 240 autobus provenienti da oltre 40 città tedesche e austriache. Saranno anche un po’ arrabbiati – temono le forze dell’ordine – perché esattamente 100 anni fa si teneva a Weimar (sempre in Turingia) il congresso del Partito Nazionalsocialista in cui fu fondata la Gioventù hitleriana e si ideò il saluto tedesco Heil Hitler. I rappresentanti dell’AfD hanno parlato di coincidenza, ma a sinistra parlano invece di «provocazione deliberata» e di «fatale parallelismo storico». Sembra in questa prospettiva un po’ scomposta – anche se dal suo punto di vista tatticamente ragionevole – la mossa della leader di estrema sinistra BSw Sahra Wagenknecht che nei giorni scorsi ha offerto una possibile alleanza all’AfD in forza di interessi condivisi nella difesa dei lavoratori dell’ex Germania Est (ma anche in ragione del comune sostegno alla Russia per ragioni pseudo-energetiche e in chiave anti-immigrati). Per lei si tratterebbe di assicurarsi un posticino in un eventuale governo regionale e uscire da una consistente e prolungata marginalità. Anche se non sorprende che tra opposti estremismi ci sia sempre una contiguità, i suoi l’hanno criticata e soprattutto l’ha irrisa Alice Weidel, dicendo che difficilmente il suo partito supererà lo sbarramento del 5 per cento (i sondaggi danno effettivamente BWs al 4) e quindi di che parliamo. Lo scenario per la Germania (e per il cancelliere Merz) è piuttosto cupo: Afd in Sassonia rischia di essere non solo il primo partito, ma anche l’unico partito di governo, tanto che la strategia degli oppositori è quella di favorire il voto frammentato verso Verdi, Linke o altre formazioni che renderebbero impossibile un governo in solitaria dell’estrema destra, dando magari vita a una coalizione più composita. I numeri al momento non lo consentono, e certamente se l’AfD riuscisse a prendersi il governo della Sassonia-Anhalt per il cancelliere comincerebbe una stagione di inimmaginabile difficoltà.