Ci sta provando in tutti i modi il governo di coalizione guidato da Friedrich Merz ad arginare l’ascesa di Alternativa per la Germania (AfD), il partito d’estrema destra definito dall’agenzia d’intelligence tedesca come una potenziale minaccia per la democrazia della Germania. Ma gli sforzi – almeno così dicono i sondaggi – non stanno dando i risultati sperati: AfD si avvia verso storiche vittorie tanto in Sassonia-Anhalt (dove si voterà il 6 settembre) quanto nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore (dove si voterà il 20 settembre). Nel primo Länder dell’ex Germania dell'Est il partito guidato da Alice Weidel e Tino Chrupalla è dato al 42%, una percentuale altissima che potrebbe inoltre beneficiare dell'ingresso nel Parlamento locale del partito d’estrema sinistra Bsw, accreditato del 5%. Nel Meclemburgo-Pomerania AfD viaggia a quota 36%, spingendo verso l’alto una media federale del 27-28%, il che significa primo partito del Paese. È per tentare di resistere a questa scalata che il governo Merz sta battendo su due chiodi paralleli: da un lato, la linea dura sul respingimento dei migranti adottata dopo la crisi di Ceuta; dall’altro, una campagna su tutte le conseguenze nefaste che un trionfo di AfD avrebbe sul rilancio dell’economia tedesca.
Ok panic. Nulla argina l'offensiva orientale di AfD in Germania (di G. Belardelli)
Il governo Merz ci ha provato prima mostrando i muscoli sull'immigrazione, ora delineando scenari catastrofici per l'economia tedesca in caso di ascesa dell'es…








