Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiTre possibili percorsi per Armani: a un anno dalla scomparsa del fondatore Giorgio Armani, avvenuta il 4 settembre 2025, gli analisti di Mediobanca Research hanno fatto il punto sul futuro di uno dei marchi indipendenti più prestigiosi del mondo, «una rara risorsa strategica», come si spiega nello studio.

Gli analisti approfondiscono i dettagli dei tre percorsi per la successione (un acquirente forte, la Borsa o un polo italiano), perché sono progettati per sperimentare una strada diversa verso la salvaguardia dell'eredità del gruppo, sprigionando al contempo valore e definendo il futuro del marchio.

Uno store Armani

Seguendo il testamento del fondatore, il 100% della Giorgio Armani spa è stato trasferito alla Fondazione Giorgio Armani, che ha il compito di proteggere l'identità del marchio. Qualunque sia la strada definitiva che sarà scelta, la fondazione dovrà conservare almeno il 30,1% della proprietà e dei diritti di voto. Questo significa che nessun compratore esterno potrà mai avere un controllo assoluto e totalitario, dovendo sempre condividere le decisioni strategiche con la Fondazione.

La transizione seguirà precise tappe. Entro marzo 2027 è prevista la vendita di una prima quota del 15% a partner strategici. Entro il 2030, la cessione di un ulteriore pacchetto compreso tra il 30% e il 54,9%, dando al primo investitore un diritto di prelazione per salire fino al 70%. Entro il 2033 scatterebbe l'opzione alternativa della quotazione in Borsa nel caso non si trovasse l'accordo industriale ideale.