{mfimage} La successione di Giorgio Armani potrebbe essere l’occasione per disegnare un polo italiano del lusso da 10 miliardi di ricavi. È lo scenario, del tutto inedito, dipinto dagli analisti di Mediobanca research nel primo Luxury strategy lab dell’istituto.

A un anno dalla scomparsa dello stilista e imprenditore, morto il 4 settembre 2025 all’età di 91 anni, oltre alla possibilità della vendita di una quota del 15% o all’opzione ipo previste nel testamento, gli esperti della banca d’investimento avanzano una terza ipotesi, ovvero che il gruppo Armani diventi il perno di un processo di consolidamento del lusso tricolore realizzando un asse con il gruppo Prada.

Un’unione che darebbe vita a un gruppo da circa 10 miliardi di euro e che si poggerebbe sui marchi Prada, Miu Miu, Versace e Armani.

«Sulla base della nostra analisi degli scenari e di una valutazione implicita di Armani compresa tra 5 e 7 miliardi di euro, la creazione di un gruppo quotato in borsa di dimensioni maggiori potrebbe sbloccare un valore significativo grazie a una più grande scala operativa, una maggiore visibilità sul mercato e una base di investitori più ampia».

In altre parole, la somma delle parti potrebbe finalmente iniziare ad avvicinarsi al valore dei marchi stessi.