Un percorso articolato in più tappe e un orizzonte a cinque anni. Con l’obiettivo di mettere in sicurezza una delle maggiori realtà italiane del made in Italy. Lo ha disegnato Giorgio Armani, l’imprenditore stilista morto il 4 settembre che in cinquant’anni ha creato una realtà del valore stimato tra 11 e 13 miliardi. Le sue volontà, emerse dal testamento reso pubblico venerdì, hanno indicato chiaramente che la società va protetta e portata nell’alveo di un gruppo di caratura industriale. Non è questione di cederne il controllo ma di assicurarsi la sponda di realtà come Lvmh, EssilorLuxottica oppure L’Oréal come Armani stesso ha scritto nel suo lascito. Come dire, grandi gruppi che Armani conosceva molto bene.