Non passa settimana senza che dal Gruppo Armani arrivino conferme di quanto sia ancora e sempre lo spirito del fondatore a ispirare le scelte di breve, medio e lungo periodo dell’azienda. Non si tratta di seguire pedissequamente la strada tracciata da Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre 2025, anno in cui si è festeggiato il 50° anniversario del marchio.

Equilibrio tra passato e futuro

Il difficile è proprio credere e costruire giorno dopo giorno questa alchimia: da una parte, mantenersi fedeli a principi e visione, dall’altra rispondere, quotidianamente, alle tante incognite, cambiamenti e sorprese – non tutte positive – che circondano ogni persona, azienda e Paese e, sempre di più, l’industria della moda globale. «Sono passati quasi otto mesi dalla morte del signor Armani e il vuoto che ha lasciato è innegabile. Ma ogni giorno raccogliamo qualche frutto di ciò che ha seminato in ognuno di noi e ovviamente nel gruppo – racconta Giuseppe Marsocci, amministratore delegato e direttore generale dell’azienda –. Tra questi frutti ci sono anche i risultati del 2025, un anno difficilissimo per l’intero sistema moda, italiano e globale, e segnato da turbolenze geopolitiche che nel 2026 si sono acuite. Nonostante tutto, siamo riusciti a contenere il calo dei ricavi, chiudendo a 2,192 miliardi, il 2,8% in meno rispetto al 2024. Una cifra che quasi raddoppia a 4 miliardi se consideriamo anche il fatturato diretto dei licenziatari».