Il mare della Calabria è migliorato, il lavoro degli ultimi cinque anni ha prodotto risultati visibili, ma pensare che la partita sia chiusa sarebbe un errore. Perché il problema vero, lontano dalle spiagge affollate e dalle polemiche estive sulle chiazze in acqua, arriva quando gli ombrelloni vengono chiusi. E soprattutto quando cominciano le piogge. È quanto emerge dall’intervista rilasciata dal biologo marino e scienziato vibonese Silvio Greco a Nicolino La Gamba, nel corso del programma “Pagina Protetta”, in onda su Radio Onda Verde. Una lunga conversazione che parte dal cosiddetto modello Vibo, dal lavoro svolto insieme alla Procura e dalla battaglia sulla depurazione, per allargarsi alla crisi climatica, alle specie aliene, alle microplastiche, agli scarichi industriali e al futuro delle coste calabresi. Ed è proprio sul clima che Greco consegna uno degli avvertimenti più forti: “Vedrete tra ottobre e novembre che succederà nella nostra regione”.

“La situazione è complessivamente migliorata”

Il punto di partenza è il mare che la Calabria si lascia alle spalle dopo l’estate. Greco non nega i passi avanti. Anzi, li rivendica. “La situazione è complessivamente migliorata e lo dicono due cose. La prima cosa sono le analisi”, spiega, ricordando l’avvio del lavoro nel 2021, la task force nata dall’intuizione dell’allora procuratore Camillo Falvo, il coinvolgimento della Stazione Zoologica e gli interventi realizzati sul sistema depurativo. Per Greco il risultato non è attribuibile a un singolo soggetto, ma a un insieme di istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e ricercatori che hanno lavorato contemporaneamente. Uno sforzo enorme anche dal punto di vista scientifico.