Pubblicato il: 02/09/2026 – 7:00
di Mariateresa Ripolo
L’assalto al demanio marittimo e la conquista abusiva di metri di spiaggia rappresentano una piaga che continua a deturpare le coste italiane. L’abitudine consolidata di edificare “vista mare” senza autorizzazioni, aggredendo il suolo pubblico a fini speculativi o di fruizione esclusiva, imperversa su molti tratti di litorale, dove villaggi vacanze, seconde case e lidi illegali proliferano a ridosso del bagnasciuga in violazione di leggi e tutela ambientale. Un fenomeno ben delineato all’interno dell’ultimo dossier Mare Monstrum di Legambiente, basato sui dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto.Il ciclo illegale del cemento nelle regioni costiere costituisce il 30,2% dei reati totali contro il patrimonio marittimo nazionale. Nel corso del 2025 le forze dell’ordine hanno accertato 6.189 illeciti penali, con una media di 17 reati al giorno, 6.485 persone denunciate, 7 arresti e 653 sequestri penali. Sul fronte amministrativo le infrazioni contestate sono state 11.012, per un numero pari di sanzioni irrogate. Nonostante la gravità delle cifre, i dati nazionali evidenziano un netto ridimensionamento rispetto alla precedente rilevazione: si registra un calo del 40,1% per i reati contestati, del 40,9% per i denunciati, del 12,5% per gli arrestati e del 37,3% per i sequestri, mentre gli illeciti amministrativi risultano quasi dimezzati (-52,1%).








