Con il ritorno della stagione estiva il dibattito politico si concentra sulle problematiche che impediscono alla Calabria di assumere il ruolo di regione leader del turismo nazionale, ruolo detenuto invece da altre consorelle dotate di attrattive naturali e paesaggistiche di gran lunga inferiori, ma amministrate da politici maggiormente attenti, nel corso di tutto l’anno, alla risoluzione di quelle criticità che impediscono un’accoglienza turistica di elevata qualità.

Paesaggi paradisiaci e mare in crisi

Puoi avere tutti i paesaggi paradisiaci del mondo ma se poi a metà giugno, di fronte alle immagini che documentano le disastrose condizioni del mare e delle spiagge di alcuni tratti di costa – nei giorni scorsi quelle che immortalavano la situazione tra Lamezia e Pizzo e Scalea e Fiumefreddo Bruzio erano vergognose – il presidente Occhiuto tenta di coprire l’inerzia amministrativa convocando incontri per annunciare mega interventi nel comparto depurativo, significa che da un lato si è fuori tempo massimo – in quanto la stagione estiva non è più concentrata nei canonici quindici giorni di agosto, come all’epoca in cui il governatore portava ancora i calzoncini corti – e dall’altro certifica che le tanto propagandate bandiere blu, verdi e colori vari non rappresentano altro che una presa per i fondelli, non potendoci essere mare pulito se il sistema depurativo necessita ancora dei mega interventi proclamati.