La politica ha un difetto. Quando è all’opposizione vede tutto. Quando governa, spesso, diventa miope. È la sensazione che lascia la nota diffusa dal Partito Democratico della Calabria sul boom del turismo regionale. Un documento che, bisogna dirlo subito, contiene osservazioni largamente condivisibili. Il Pd ricorda che la promozione da sola non basta, che servono servizi, collegamenti, spiagge curate, infrastrutture, assistenza sanitaria e qualità dell’accoglienza. Difficile non essere d’accordo. Anzi. Il problema nasce quando quelle stesse parole vengono confrontate con ciò che accade dentro casa propria.

Il turismo secondo il Pd

Il segretario regionale Nicola Irto sostiene che non basta portare turisti in Calabria. Occorre farli tornare. Per riuscirci bisogna migliorare mobilità, organizzazione, servizi e tutela del territorio. Una ricetta che sembra scritta da qualunque operatore turistico. Oppure da qualunque cittadino. Perché nessuno pensa davvero che il turismo si costruisca soltanto con gli spot. Fin qui, nulla da eccepire.

Poi c’è Borgia

Poi, però, la politica incontra la geografia. Perché uno dei principali dirigenti del Partito Democratico calabrese è proprio Elisabeth Sacco, sindaco di Borgia e oggi presidente provinciale del Pd di Catanzaro. Ed è qui che le parole della segreteria regionale cominciano a pesare il doppio. Perché mentre il Pd chiede più qualità dell’accoglienza, Calabria7, da giorni, sta raccontando un’altra storia. Non attraverso slogan. Ma attraverso fotografie, video, documenti e decine di testimonianze. Una storia che parla di canali senza manutenzione, strade dissestate, percorsi difficili, criticità segnalate dai residenti, degrado urbano e servizi ritenuti insufficienti in quella che rappresenta la principale porta turistica del Comune. Ci saremmo aspettati dai vertici regionali Dem una presa di posizione e invece silenzio assoluto. Imbarazzo probabile ma non giustificato. E c’è un’aggravante: da Roccelletta di Borgia i turisti rischiano di scappare.