L’aggressione criminale ai mari e alle coste italiane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale. È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente, elaborato sui dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto in 15 regioni e 61 province costiere. Il documento è stato pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del “sindaco pescatore” di Pollica, Angelo Vassallo, che sarà ricordato sabato 5 settembre con un evento pubblico al porto di Acciaroli, promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente, durante il quale verrà assegnato il premio intitolato alla sua memoria.

I numeri dell’illegalità: inquinamento in cima alla classifica

Nonostante un lieve ridimensionamento dei numeri complessivi, la pressione dell’illegalità sulle coste del Paese resta a livelli di guardia: nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 gli illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni. Una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo il litorale nazionale. Un calo, solo apparente, imputabile a una flessione dei controlli sul territorio (750.828, -19,8% rispetto al 2024) e all’effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali.