Pubblicato il: 01/09/2026 – 15:01
di Mariateresa Ripolo
Una aggressione sistematica e pervasiva del mare calabrese che continua a consumarsi inesorabilmente. A tracciare i contorni dettagliati di questo prolungato assedio è la ventottesima edizione del report Mare Monstrum di Legambiente, elaborato incrociando i dati forniti dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto lungo le quindici regioni e le sessantuno province costiere del Paese. Un’analisi rigorosa che colloca la Calabria nei gradini più alti delle classifiche nazionali per illeciti commessi a danno degli ecosistemi marini, evidenziando una gravissima emergenza legata in primo luogo alla gestione della depurazione dei reflui e al traffico illegale dei rifiuti.A livello nazionale, la fotografia scattata dall’associazione ambientalista rivela un quadro complessivo di profonda sofferenza per i bacini marittimi italiani. Nel corso del 2025 sono stati accertati ben 7.317 reati in materia di gestione illegale di rifiuti e di mala depurazione, quasi il 36% del totale contestato dalle forze dell’ordine tra mare e costa. Numeri che spingono questa particolare tipologia di reati ambientali, sebbene registri in termini assoluti un flebile calo (-7,7%) rispetto all’anno precedente, a diventare la principale forma di aggressione agli habitat marini e costieri. Nel corso delle attività di controllo sono state così denunciate, nello stesso arco temporale, 8.397 soggetti, mentre 86 sono state sottoposte a misure cautelari, per un totale monstre di sequestri penali pari a 2.452. Oltre agli illeciti penali sono stati contestati ben 4.624 illeciti amministrativi che hanno portato a 4.548 sanzioni amministrative, per un valore economico del totale dei sequestri (penali e amministrativi) di quasi 146 milioni di euro (per l’esattezza 145.840.067 euro).











