Pubblicato il: 28/07/2026 – 14:01

Non solo caldo record e temperature bollenti. L’Italia è sempre più sferzata anche da piogge intense, raffiche di vento, grandinate, trombe d’aria, tutti eventi meteo estremi che non risparmiano neanche i comuni costieri. La conferma arriva dai dati dell’ultimo report di Legambiente “Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane” realizzato insieme all’Osservatorio Città Clima. In Italia negli ultimi 16 anni, dal 2010 al 2026, salgono a 308 su un totale di 643 (pari al 48% del totale) le località costiere colpite da ben 1.073 eventi meteo estremi (pari al 38,6% del totale che ammonta a 2.778, anch’essi in aumento). Dati per altro in costante aumento se si pensa che fino al 2025 la percentuale dei comuni costieri colpiti si attestava al 45,4% con 1.028 eventi meteo estremi, al 2024 era al 41,2% con 885 eventi meteo estremi, e nel 2023 era al 37,3% e 780 eventi meteo estremi. Allagamenti da piogge intense (404), trombe d’aria (286) e mareggiate (107) gli eventi meteo estremi registrati in questi sedici anni con più frequenza. Preoccupa anche l’intensificarsi di mareggiate e raffiche di vento che negli ultimi 5 anni (dal 2022 al 2026) hanno segnato rispettivamente un aumento del +550% e del +80%. A livello regionale, in questi 16 anni il Sud d’Italia risulta essere l’area più colpita con Sicilia (232 eventi meteo estremi), Puglia (136), e Calabria (104) nelle prime tre posizioni della classifica delle regioni con più eventi meteo estremi. A questi dati si aggiungono quelli dell’erosione costiera amplificata dalla crisi climatica in corso. Negli ultimi cinquant’anni, secondi i dati ISPRA, lungo i litorali italiani sono spariti oltre 40 milioni di metri quadrati di spiagge, con la perdita diretta di importanti ecosistemi e l’esposizione ad un rischio di degrado di una fascia di territorio sempre più compressa dallo sviluppo urbano e infrastrutturale.