La crisi climatica minaccia sempre più i Comuni costieri. Non si tratta solo di caldo record che, tra le altre cose, favorisce il propagarsi degli incendi, ma anche degli eventi meteo estremi che amplificano il fenomeno dell’erosione dei lidi. Dal 2010 al 2026 salgono a 308 su un totale di 643 comuni costieri (pari al 48%) i comuni costieri colpiti da un totale di oltre mille eventi meteo estremi. Allagamenti da piogge intense (404), trombe d’aria (286) e mareggiate (107) sono quelli più frequenti. Negli ultimi 5 anni si è registrata un’impennata delle mareggiate (+550%) e delle raffiche di vento (+80%). Il Sud Italia il più colpito con Sicilia, Puglia e Calabria. Tra le città, Genova, Bari e Palermo. Emerge dal nuovo report di Legambiente “Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane”, realizzato insieme all’Osservatorio Città Clima. Nel dossier si fa anche un confronto con gli altri Paesi europei. Mentre in Italia manca un piano nazionale di adattamento specifico per le coste, infatti, in Europa meglio di noi fanno Spagna e Inghilterra, dotate già da anni di strategie ad hoc e il Belgio con interventi contro le inondazioni. Basti pensare che esistono 20 piani che coprono la costa inglese (mentre Scozia e Galles hanno Piani nazionali specifici). Altro grande tema, riguarda quello delle concessioni balneari e delle gare richieste dalla direttiva europea 123 del 2006.
Le coste italiane sempre più a rischio: i dati del report Legambiente
Oltre 1000 eventi meteo estremi colpiscono quasi metà dei comuni costieri italiani. Sud e grandi città nel mirino










