Legambiente, in collaborazione con Osservatorio Città Clima, ha pubblicato il nuovo “Report Spiagge” in cui si evidenzia un peggioramento dell’impatto della crisi climatica. La metà dei comuni costieri in Italia è stata colpita da eventi atmosferici estremi. Le mareggiate sono aumentate più di cinque volte negli ultimi 5 anni.

Forte mareggiata a Camogli. Credit: Getty

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Il cambiamento climatico è contemplato fra le principali minacce per l'umanità, a causa delle molteplici conseguenze che esso comporta. Fra gli impatti più significativi figura l'aumento in intensità e frequenza dei fenomeni meteo estremi, fra i quali si annoverano cicloni, grandinate, trombe d'aria, mareggiate e alluvioni. Del resto, più calore si accumula in atmosfera, più grande è l'energia che poi si riversa al suolo. Tra i territori maggiormente esposti alla crisi climatica in corso vi sono quelli costieri, in particolar modo i comuni sul livello del mare, suscettibili agli effetti peggiori dello scioglimento dei ghiacci, fenomeno catalizzato dalle emissioni di CO2 (anidride carbonica) e altri gas climalteranti che liberiamo continuamente in atmosfera con le nostre attività. Un esempio calzante degli effetti del riscaldamento globale è stato il ciclone Harry che ha investito con estrema violenza le coste di Sardegna, Sicilia e Calabria a gennaio di quest'anno. “Ci sono state tante tempeste di maestrale, ponente e scirocco negli ultimi anni, ma così da levante a memoria proprio non ricordo”, disse a Fanpage.it il dottor Luca Bittau dell'associazione SEA ME Sardinia, che vive sull'isola di La Maddalena in Sardegna.