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Le boe oceaniche nel Pacifico equatoriale continuano a registrare temperature superficiali anomale, e i bollettini dei principali enti meteorologici mondiali parlano ormai apertamente di un evento fuori scala. Ma quanto deve preoccupare davvero, in particolare chi vive in Italia e nel resto d'Europa? Il quadro tracciato dagli enti ufficiali internazionali è netto. Il Noaa ha rilasciato un aggiornamento che conferma un'intensità dell'81% di probabilità che l'evento in corso nel Pacifico equatoriale raggiunga un'intensità eccezionale entro la fine del 2026, posizionandosi come uno dei più forti mai registrati da quando sono attive le misurazioni strumentali. Sul fronte della durata, anche la World Meteorological Organization ha alzato i toni: secondo il suo ultimo bollettino, la probabilità che il fenomeno resti attivo fino a febbraio 2027 sfiora il 100%, una stima estremamente alta per gli standard con cui l'agenzia ONU comunica di solito questo tipo di previsioni. A confermare la portata dell'anomalia sono anche le rilevazioni satellitari e le boe oceanografiche gestite dal Noaa, che nel Pacifico orientale hanno misurato uno scarto di circa 2,7°C sopra la media stagionale delle acque superficiali.