"Non dobbiamo perdere tempo", ha avvertito António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. "El Niño si sta intensificando sotto i nostri occhi. La scienza non lascia spazio a dubbi: il pianeta si trova in acque inesplorate e queste acque si stanno riscaldando. Le temperature della superficie del mare stanno aumentando, le temperature continuano a salire e il mondo è nella zona di pericolo di eventi meteorologici estremi".
Le previsioni dell'Organizzazione meteorologica mondiale indicano una “probabilità eccezionalmente alta, pari a quasi il 100%”, che El Niño persista fino a febbraio 2027: è la prima volta che una delle sue previsioni risulta così, inequivocabilmente, netta. Sebbene El Niño si sviluppi generalmente tra marzo e giugno e raggiunga il suo picco tra novembre e febbraio, il suo impatto sulle temperature può essere avvertito nell'anno solare successivo all'inverno di riscaldamento post-picco degli oceani. Nel breve termine, il probabile impatto sul clima in autunno ed in inverno dipende dalla zona del mondo in cui ci si trova. Considerata l'enorme quantità di calore aggiuntivo immessa nell'atmosfera, non sarebbe una sorpresa se l’Europa dovesse affrontare condizioni meteorologiche eccezionalmente pericolose.












