Dall’Europa «che rischia l’irrilevanza» fino al bilancio europeo che rischia «una nuova patrimoniale», passando per la difesa del principio dell’unanimità per le scelte di Bruxelles («è una garanzia»), il “no” all’esercito unico europeo, l’auspicio che alcune materie possano tornare ai singoli Stati membri («le competenze non siano irreversibili») e l’invito a «buttare a mare il green deal».

Dal palco del Forum di Cernobbio parla il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. Diverse le stoccate, sia all’ex premier Mario Monti, seduto al suo fianco, sia al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che stamattina ha aperto la seconda giornata a Villa d’Este. Il primo nodo, a suo dire, è quello della bassa natalità: «Più che un ReArm Europe, forse sarebbe stato meglio un ReBorn Europe, perché con questi tassi di nascita non è scontato che esista un futuro». Il generale parte da lontano, dai Trattati di Maastricht e chiede provocatoriamente alla platea di Cernobbio: «Oggi se dovessimo prendere un foglio bianco, li riscriveremmo nella stessa maniera?». Da lì si interroga «sull’inerzia che c’è sempre nel cambiare l’architettura europea». L’Eurozona in passato «produceva il 30% del Pil mondiale, oggi circa la metà. C’è desertificazione industriale e si licenzia nell’automotive». Se allora dopo 30 anni di integrazione, il Vecchio Continente «ha perso competitività, non si può prescrivere la stessa medicina senza spiegare perché non ha funzionato fino a oggi».