Doveva essere una sfida sull'Europa e si è trasformata in uno scontro sul fascismo e sulla Costituzione. Il dibattito tra il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci e il senatore a vita Mario Monti a Cernobbio ha assunto toni del tutto inattesi. Già prima di salire sul ring della Sala Impero dell'Hotel Villa d'Este Vannacci si era detto "orgoglioso e fiero" di esserci, sottolineando però che "da un punto di vista fisico era più emozionante il lancio dall'aeroplano".
In sala poi ha puntato il dito contro il voto a maggioranza, sottolineando che "l'unanimità nell'Unione Europa non è una patologia ma è una garanzia". A suo dire "serve a impedire che 26 stati comandino sul 27/o". Poi l'affondo sul trattato di Maastricht dell'Ue: "La Gran Bretagna se ne è andata - ha detto - e l'Islanda pochi giorni fa ha detto di no". "La Norvegia non ci ha mai pensato, o ci ha pensato e ha detto no - ha proseguito - la Svizzera rimane al di fuori e la Turchia prima ambiva ad entrare, oggi naviga per altri mari", quindi, "non tutti scalpitano per integrarsi nell'Unione europea e ci sarà un motivo". Non si è fatta attendere la replica di Monti, che ha esordito correggendo il generale sull'origine dell'Ue, che "non è nata nel 1992 a Maastricht". Il tono però è improvvisamente cambiato verso la fine dell'intervento e la lezione di storia si è trasformata in una testimonianza personale dell'ex-presidente del Consiglio. "Oramai sono vecchio - ha detto - ma combatterò fino all'ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo". "Non vedo in lei la ricostituzione del Partito Fascista - ha precisato - ma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto e trovo in lei la ricostruzione della narrativa e della retorica dello spirito del fascismo". Secondo Monti poi Vannacci soffre del "complesso di Calimero" e per questo il senatore ha "il terrore di una ricostruzione psicologica di una 'italietta'". L'ex-presidente del consiglio ha poi ricordato che l'ideologo di Futuro Nazionale Lorenzo Gasperini durante il Covid aveva invocato "l'esclusione dalla vita sessuale" per chi si vaccinava.










