È un discorso che si può applicare anche a chi sbandierava il blocco navale nella scorsa campagna elettorale, prima di arrivare a Palazzo Chigi.«Renzi però aveva detto che avrebbe lasciato la politica qualora il referendum non fosse andato nel senso dovuto».Meglio quindi restare in carica nonostante la sconfitta referendaria?«Meloni ha detto che sarebbe rimasta a prescindere dall’esito del referendum. Sono due posizioni di partenza diverse. Anzi, a questo governo rinfaccio di non averci messo l’anima e il sangue nel referendum, ecco perché è stato perso. Andare da Fedez quattro giorni prima del voto non serve a nulla, ci doveva andare tre mesi prima. Soprattutto, non mi è piaciuto il dopo. Questa arrendevolezza… la maggioranza avrebbe dovuto avere già pronto un pacchetto di legge ordinarie che avrebbero potuto portare allo stesso risultato, senza bisogno di modificare la Costituzione. E il giorno dopo aver perso il referendum avrebbe dovuto convocare una conferenza stampa mostrando il pelo sullo stomaco, dicendo: "Bene, abbiamo perso il referendum, adesso otterremo le stesse cose con le leggi ordinarie"».Niente premierato. Niente riforma della giustizia. Anche se la Consulta l’ha limitata, resta l’autonomia differenziata. Qual è la sua posizione?«Autonomia vuol dire responsabilità: l'amministratore locale che declina sul territorio un principio comune nazionale. Non è separatismo, attenzione: questo comporta anche un maggiore controllo da parte dello Stato centrale».Non lo dica agli elettori della Lega.«Ma io non faccio parte della Lega. Come nell’ambiente militare, più si delega, più si decentralizza, maggiore deve essere il controllo».Quindi la vuole correggere questa autonomia?«Noi stiamo correggendo tutto, stiamo presentando emendamenti su qualsiasi attività stia portando avanti questa alleanza di centrodestra. Peccato che nella maggior parte dei casi vengano ignorati».La vedremo nel Parlamento italiano nella prossima legislatura?«Sono stato votato per fare l'europarlamentare e continuo a farlo».Anche nel 2027?«Nelle condizioni attuali, continuo a fare l’europarlamentare. Parteciperò certamente anche alle elezioni politiche in Italia, ma continuo a fare l’europarlamentare».Ma se cambiano le condizioni…«Chiaro, al variare delle condizioni, cambiano anche le decisioni».È una risposta che lascia aperti più scenari.«È una risposta reale, mai dire mai direbbe qualcuno. Futuro nazionale svolge la funzione del sestante. Serve a riportare l'imbarcazione sulla rotta giusta. Quindi o il centrodestra riprende la rotta o Futuro nazionale con il proprio sestante continua a seguire la propria».Dall’altra parte c’è un altro sestante che potrebbe emergere, quello di Alessandro Di Battista. Svolgerebbe un ruolo simile – ma diametralmente opposto – al suo, quello di spostare più a sinistra il campo largo?«Questi paragoni arditi li eviterei…».L’aggettivo “ardito”, invece, per lei è inevitabile. Comunque, torniamo alla questione.«Non saprei come rispondere. Non conosco Di Battista, non lo seguo e non ho idea di quella che vorrebbe essere la sua funzione a sinistra. Io so che poco tempo fa la sinistra si è vista a Napoli. Si sono dati dei fascisti tra di loro. Questo “camposanto” è partito proprio male, non so se un Di Battista riuscirebbe a rianimarlo».Senta, sulla Russia ha ribadito molte volte la sua posizione. Perciò le faccio una domanda sul Medio Oriente. A Gaza è in corso un genocidio?«Mi sembra che l'Onu non si sia ancora espressa, non vedo perché dobbiamo precedere quelle che sono le decisioni di chi, effettivamente, è titolato a rispondere a questa domanda».Come considera la politica estera di Israele?«È una politica estremamente muscolare e sproporzionata, che risponde a un terrorismo estremamente violento».E a proposito del riconoscimento dello Stato palestinese.«Non sono contrario a uno Stato di Palestina, però prima facciamo in modo che esistano le caratteristiche specifiche su cui deve basarsi una Nazione».Concludo richiamando la recente copertina de L’Espresso intitolata “Incubo Vannacci”…Interrompe la domanda «Io sarò il vostro incubo».Ma quella copertina diceva che lei sarà l’incubo del centrodestra.«No, no, io sarò il vostro incubo perché mi sembrate un giornale molto progressista “fru fru”, e quindi mi dovrete subire nei prossimi mesi, se non anni. Per quanto riguarda la politica, Futuro nazionale prosegue sulla sua strada. Per le alleanze ne parleremo a ridosso delle elezioni. Mi raccomando ai suoi sogni – sorride – , passi notti tranquille».