Brescia, 4 settembre 2026 – Non c’è pace per il mondo della caccia, che attende ancora la conclusione dell’iter sulla nuova legge. La Lombardia è tra le 8 regioni che hanno autorizzato la preapertura; da ieri, si possono cacciare alcune specie nelle provincie di Brescia (cornacchia grigia, gazza, ghiandaia), un giorno prima la partenza a Cremona e Mantova (cornacchia grigia, nera, gazza e ghiandaia) e nell’Atc 1 della pianura milanese (cornacchia grigia e gazza).

Il problema dei tesserini

Si inizia, però, senza tesserini. Come spiegato da Federcaccia Brescia, un “pasticcio” che si aggiunge a quello registrato in tarda primavera e inizio estate, quando furono stampate e consegnate in ritardo le licenze rinnovate di caccia da parte della Questura. Se quel problema si è quasi risolto (ma non completamente), ora si presenta l’emergenza tesserini di caccia, strumento indispensabile per poter effettuare l’esercizio venatorio a due terzi dei cacciatori bresciani.

Il problema nascerebbe dalla ditta incaricata da Regione Lombardia, con gara d’appalto, di fornire ed inviare i tesserini. Questa ne avrebbe inviati un terzo prima della pausa estiva, pensando poi di riprendere le spedizioni dopo le ferie, senza forse considerare la preapertura e lo scarso lasso di tempo per stampa, imbustamento e spedizione da qui al 20 settembre, quando dovrebbe aprire ufficialmente la stagione venatoria. Non tutti sono rimasti senza: chi partecipa ad esempio alla caccia di selezione al cinghiale ha il tesserino già dalla scorsa primavera. Per gli altri è scattato il piano B, con la distribuzione di copie in attesa delle raccomandate con i tesserini originali.