L'avvio della preapertura della stagione venatoria in ben 15 regioni italiane riaccende lo scontro sulla tutela del patrimonio naturale. A partire da mercoledì 2 settembre, per due settimane consecutive, le doppiette potranno sparare a 14 specie selvatiche in un contesto ambientale fortemente compromesso. Una decisione contestata con fermezza dalla Lipu-BirdLife Italia, che sollecita la cancellazione immediata dei provvedimenti e l'intervento diretto dell'esecutivo per dichiarare lo stato di emergenza ambientale.

A preoccupare gli ecologisti sono le condizioni in cui versa la fauna, già duramente provata dai lunghi mesi di caldo torrido, dalla siccità estrema e dall'alternarsi di eventi meteorologici violenti che hanno ridotto e frammentato gli habitat. Un'istanza di fermo condivisa da tutto il mondo ecologista: anche il Wwf ha chiesto formalmente alle Regioni di bloccare la caccia a settembre, così come in Toscana ben 17 associazioni ambientaliste unite (inclusa la stessa Lipu) si sono rivolte direttamente all'amministrazione regionale per ottenere il rinvio delle doppiette. Tra gli animali inseriti nelle liste dei prelievi anticipati consentiti dalla legge 157/92 compaiono peraltro specie in evidente sofferenza conservativa, come l'alzavola e la quaglia, che secondo i criteri di tutela scientifica andrebbero escluse da ogni attività venatoria.