Panzerotti, mozzarelle e scagliozzi. Stabilità, sicurezza e occupazione. A Bari, questo pomeriggio, Giorgia Meloni si prepara a ballare una pizzica lunga quattro anni. «Senza riforme», dicono dall’opposizione quando, sul molo dove attraccano le navi da crociera nella città pugliese, il palco è ormai quasi pronto per festeggiare il record di longevità del governo. «Con l’Ilva a un passo dalla chiusura» e «dalla parte di chi accumula extra-profitti» si preparano a urlare dalla contro-manifestazione che partirà alle 17.30 dal centro città, capeggiata da associazioni e movimenti di sinistra. «Senza Roberto Vannacci», giura invece chi, assieme alla premier, lima fino a tarda sera un discorso di quasi cinquanta minuti che cercherà di non dare spazio al generale. Almeno il lungomare, però, sembra raccontare altro. Fuori dai cancelli del porto il motto di FdI – “Il governo più stabile, l’Italia più forte” – cede il passo ai manifesti di Futuro nazionale. “Stop islamizzazione” e “Remigrazione” recitano a mo’ di monito, annunciando anche un presidio di protesta per domani nel capoluogo pugliese. Una sfida aperta da parte del generale, che Meloni potrebbe cogliere almeno parzialmente. Accanto ai numeri e alle rivendicazioni sui risultati già mandate a memoria – a partire da “meno tasse, più soldi in busta paga” e “giù lo spread, su la fiducia dell’Italia” che campeggiano su volantini e display – la premier prepara qualche colpo a sorpresa. C’è però da fare i conti con Giancarlo Giorgetti, tornato dalla ministeriale del G20 meno ottimista del solito e dicendo ai colleghi: «Scordatevi una manovra espansiva».