Bari – Giorgia Meloni parla al tramonto, quando il sole cala sull’Adriatico regalando cangianze al palco montato al terminal Crociere del porto di Bari. La scelta è stata precisa, si dice su intuizione del responsabile dell’organizzazione Giovanni Donzelli in coppia con il patrono dell’evento, il sottosegretario barese Marcello Gemmato, che di Meloni è anche amico personale.
La leader è salita sul palco evidentemente commossa, ma ha subito voluto mettere in chiaro che il suo stato d’animo non è quello del giubilo, ma della «responsabilità». La parola chiave, stabilità, «non è un vezzo ma uno scudo», ha detto magnificando le vittorie del governo a partire dai conti in ordine.
Rimosse le riforme mancate, la premier ha rivendicato che proprio la stabilità «è la prima grande riforma che abbiamo regalato alla nazione» e per questo ha ribadito la necessità di cambiare la legge elettorale, che proprio in settimana comincia il suo iter al Senato, «perché i cittadini scelgano la coalizione, il programma e il premier». Nessun arretramento, dunque, nonostante le acque agitate con gli alleati. La leader, però, ha alternato enfasi a rabbia: «Mi è sembrato di nuotare nella colla, ma non ho mai mollato e non intendo farlo adesso».










