Un po’ bilancio del passato, un po’ programma per il futuro, ma senza annunci clamorosi a parte la conferma dell’estensione della Zes a tutta Italia. Il comizio con cui Giorgia Meloni celebra a Bari il record di longevità del suo governo è di fatto la prima zampata nella lunga campagna elettorale. “Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso”, l’avvertimento della premier, che per un’ora sul palco lancia affondi alla “sinistra che usa l’antifascismo come arma di distrazione massa”. Chi si aspettava una sfida a distanza con Roberto Vannacci resta parzialmente deluso. Nessun riferimento esplicito, ma Meloni risponde implicitamente a lui quando dedica un ricordo a Lorena Isceri, rimarcando che “nel femminicidio c’è un’aggravante: si uccide una donna perché osa essere libera, non è cristiano”. Ancora una volta marca la distanza tra il centrodestra “insieme per costruire idee” e gli avversari “uniti solo per battere noi”. E difende la riforma elettorale: “Chiunque vince ha i numeri per governare 5 anni, niente ribaltoni o governi di palazzo come vorrebbe il Pd anche questa volta, niente compromessi ma governi scelti dai cittadini”. “So che ha un costo dirlo ma sono un politico serio, non possiamo permetterci di lasciare la nostra nazione esposta: la a sicurezza è la precondizione perché la libertà esista”, la linea della premier, che riceve le congratulazioni da vari leader internazionali, dall’indiano Narendra Modi al segretario generale della Nato Mark Rutte. Non vengono comunicati messaggi da Washington, mentre Meloni ha deciso di non partecipare all’Assemblea generale dell’Onu a New York fra un paio di settimane, dove come sempre ci sarà il ministro degli Esteri Tajani. Il focus è da tempo sui dossier interni e le visite in Italia (venerdì 11 settembre sarà a Vercelli per il Festival internazionale del Riso).