MAGDEBURGO – Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen convocato per oggi rischiava di passare alla storia. Gli azionisti più pesanti, ossia le famiglie Porsche, Piech e il fondo del Qatar avevano preparato l’atomica: la convocazione di un’assemblea straordinaria per forzare la mano, aggirare il potere di veto del land Bassa Sassonia in consiglio e cambiare per sempre gli equilibri ai vertici. Ma ieri sera IgMetall, la Bassa Sassonia e l’azienda sono riuscite a convergere dopo una convulsa giornata di negoziati su un nuovo piano di tagli lacrime e sangue. Un nuovo massacro definito tout court, «di sopravvivenza» dal consiglio di amministrazione. Il gruppo, si legge nell’accordo votato all’unanimità, «si trova in una situazione critica». E il consiglio di sorveglianza, anticipato di un giorno, ha varato un nuovo programma di risanamento durissimo.

Il nocciolo del piano è che 60mila ulteriori posti di lavoro dovranno essere cancellati, dopo i 50mila già concordati neanche due anni fa. E il marchio Seat sarà liquidato del tutto entro il 2029. Facendo morire il brand iberico nato negli anni ‘50 per volere della Fiat e del governo spagnolo, poi ceduto ai tedeschi negli anni ‘80, Vw intende risparmiare costi, semplificare i processi e concentrarsi così sul marchio gemello Cupra, che ha ormai da tempo superato Seat in termini di vendite. Stando ai dati della Bild, che ha ripreso la notizia lanciata da Wirtschaftswoche, nel primo semestre del 2026 sono state infatti consegnate 170.100 Cupra, contro le 129.600 di Seat.