Non passa giorno senza nuove indiscrezioni della stampa tedesca sul piano di ristrutturazione del gruppo Volkswagen. Non deve stupire. Il costruttore di Wolfsburg è la più grande azienda industriale della Germania e, soprattutto, il maggior datore di lavoro del Paese. Inoltre, proprio in questi giorni si dovrà trovare una sintesi tra le richieste della dirigenza, le istanze di sindacati e politici e le aspettative degli azionisti.
Gli ultimi rumor sono stati lanciati da WirtschaftsWoche: la testata ha rivelato il dossier che il management guidato dall'amministratore delegato Oliver Blume illustrerà al consiglio di sorveglianza tra oggi 3 settembre e domani, durante riunioni che è eufemistico definire infuocate.
La centrale elettrica all'interno del complesso produttivo e direzionale della Volkswagen a Wolfsburg
Il piano è stato già bocciato dal consiglio lo scorso luglio per l'opposizione dei rappresentanti sindacali e del Land della Bassa Sassonia, che hanno intimato alla dirigenza di rivedere i propri propositi e di presentare entro domani maggiori dettagli e, soprattutto, "argomentazioni più convincenti".
Il risultato? Secondo WirtschaftsWoche, i manager sono stati costretti a rinunciare alle ferie e a tornare a Wolfsburg per una lunga serie di riunioni. Tra coloro che hanno il compito di evitare un nuovo rifiuto sembra però serpeggiare una forte frustrazione. Una fonte della testata paragona il gruppo al Titanic subito dopo lo scontro con l'iceberg che ne decretò l'affondamento.






