Milano – Presunti conflitti di interesse da parte di membri del cda, mancanza di trasparenza in alcune scelte, carenza di informazioni quando vengono richieste. Sono i punti che hanno spinto Leonardo Maria Del Vecchio, imprenditore, erede del fondatore di Essilor Luxottica nonché editore di Qn Media, a scrivere ai revisori della holding di famiglia Delfin per chiedere di avviare un’indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del board della cassaforte che ha sede in Lussemburgo.
La sua lettera, inviata lo scorso 29 agosto, è indirizzata ai Commissaires aux Comptes di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte. Leonardo Maria Del Vecchio ha lasciato dal 31 agosto gli incarichi operativi in Essilor Luxottica, dove era presidente di Ray-Ban e chief strategy officer. Libero da ruoli manageriali, e quindi focalizzato solo nel ruolo di azionista, il quartogenito del fondatore ribadisce la sua richiesta di una gestione più trasparente di Delfin, una holding che controlla oltre il 32% dell’azienda di occhiali e detiene quote rilevanti in Mps (17,5%), Generali (10%) e Unicredit (2,8%).
Nella sua missiva ai revisori, Leonardo Maria Del Vecchio torna a segnalare, come aveva già fatto lo scorso giugno, alla vigilia dell’assemblea di Delfin, che le proprie richieste di documenti siano state sistematicamente respinte nel corso del tempo. Documenti che ad esempio sarebbero serviti anche per prepararsi all’assemblea di fine giugno, alla quale non partecipò. C’è poi la vicenda dell’operazione legata al possibile acquisto delle quote dei fratelli Luca e Paola. L’intenzione era chiara, ma l’operazione era poi saltata: Leonardo Maria Del Vecchio ricorda l’atteggiamento del board in riferimento all’impegno del riacquisto delle azioni. Il no alla lettera di patronage per le banche finanziatrici fece di fatto naufragare il passaggio delle quote con il riassetto della holding come proposto dal giovane imprenditore.












