Esplode lo scontro interno a Delfin, la cassaforte lussemburghese che custodisce l’eredità finanziaria e industriale del fondatore. Leonardo Maria Del Vecchio ha inviato una lettera formale ai Commissaires aux Comptes della holding, Fabio Scoyni e Lara Forte. Nella missiva l’azionista sollecita verifiche su gravi criticità gestionali e procedurali che riguardano il consiglio di amministrazione.

La mossa arriva in un passaggio estremamente delicato: solo quattro giorni prima, il 25 agosto 2026, Leonardo Maria aveva annunciato le dimissioni da tutti gli incarichi operativi in EssilorLuxottica, interpretate come un chiaro distacco dall’asse guidato dal presidente e amministratore delegato Francesco Milleri.

La lettera ai controllori trasforma il confronto interno in uno “stress test” sulla tenuta societaria di una holding da miliardi di euro. Le contestazioni si concentrano su quattro fronti.

Leonardo Maria segnala la mancata consegna di documentazione più volte richiesta a Delfin. In una struttura complessa, l’accesso tempestivo e completo ai dati è un diritto essenziale del socio. L’opacità evocata dal primo azionista individuale pone interrogativi sul corretto funzionamento degli organi sociali. Già in occasione dell’assemblea del 30 giugno 2026 — svoltasi senza la sua presenza — erano emerse critiche su scambi informali tra alcuni consiglieri e solo una parte della compagine.