L’analisi di Ceccanti Chi dice no al doppio turno sceglie l’ingovernabilità Il vero ostacolo non sono le critiche teoriche, ma la logica del breve periodo La maggioranza spera di convincere gli elettori con il voto utile contro VannacciRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 3 settembre 2026 – Contro il rilancio della tradizionale ipotesi di un doppio turno nazionale sono state avanzate varie critiche. Semplice rispondere a quelle costituzionali. La Corte non ha bocciato nella sentenza Italicum il ballottaggio in sé, ma solo quel particolare tipo che era previsto dalla legge, ponendo l’esigenza che le liste o coalizioni che si affrontano in esso debbano essere già sufficientemente rappresentative sulla base dei risultati del primo turno. Nella stessa sentenza ha ammesso come legittimo un premio che col 40 per cento dei voti possa portare al 55 dei seggi e ha invitato a varare leggi per le due Camere tali da ridurre al minimo la possibilità di maggioranze diverse. Pertanto si può tranquillamente prevedere un ballottaggio per entrambe le Camere, ponendo una soglia per le coalizioni sulla base dei risultati del primo turno e stabilendo che il premio si assegni solo se il vincitore è il medesimo.
L’analisi di Ceccanti: “No al doppio turno? Rischio ingovernabilità”
Nelle coalizioni prevalgono logiche di breve periodo













