Vergogna, infinita vergogna. E non facciamo discorsi inutili sulla Coppa che conta di meno (il Catania ne ha vinta una con merito con il tanto sottovalutato Zeoli in panca: poi è stato liquidato in modo indecoroso), sulla condizione, sull’assemblamento dei nuovi, sugli schemi di Longo che devono essere assimilati. Tutte balle se poi il Catania fa una figura da incubo uscendo dalla competizione senza dignità alcuna. Mostrando tanti lati deboli e neanche un briciolo di amor proprio.

Il 3-0 con cui il Savoia ha eliminato il Catania al Massimino al di là dei gol e di come sono nati è la conferma che il metodo Longo è ancora in alto mare o non è mai decollato. E sono necessarie profonde riflessioni. E anche alla svelta. Non solo a livello sportivo, ma anche e soprattutto a livello di gestione.

Mai eravamo arrivati al punto di provare vergogna e imbarazzo per una gestione del club che è sempre la stessa: spese folli per giocatori di mezza tacca, ritardi nei pagamenti e penalità in arrivo, parole al vento che non diventano mai concrete. E gente liquidata così senza capire perché. Pensiamo a Marco Biagianti, al prof. Petralia, a un Pieraccini che non è stato riscattato nonostante fosse uno dei pochi lottatori giovani della stagione passata. Gli assenti hanno sempre ragione? E i “presenti” che fanno? Poco, nulla. Danni, solo danni diceva Pietro Lo Monaco.