Non è un ultimatum sportivo, ma è chiaro che per far decollare il proprio gioco, Emilio Longo non può chiedere proroghe all’infinito. A Picerno, a Crotone il rodaggio è durato settimane e poi le sue squadre hanno anche giocato bene. Qui piazza e prospettive sono ben diverse. Come la pazienza di un ambiente che nelle ultime quattro stagioni in C ha visto sfilare in una passerella un po’ traballante, cinque tecnici (Tabbiani, Zeoli, Lucarelli, Toscano, Viali) senza schiodarsi da una categoria che sembra un pantano.

Catania-Cosenza (via alle 20,30) non sarà l’ultima sfida della stagione, siamo invece all’alba del campionato, però la reazione l’hanno chiamata tutti. Il pubblico che dopo la gara di Coppa non le ha mandate a dire a società, tecnico e calciatori. L’ha chiamata anche la dirigenza che ha confermato, sì, l’appoggio al proprio allenatore chiudendo il comunicato con un invito a fare presto. Prestissimo.

Vero è che il mercato ha portato a una vera rivoluzione fino all’ultimo istante delle trattative estive. E non era il mercato opulento delle stagioni passate. Sono arrivati giocatori di categoria, qualcuno anche degno della B. Ma assemblare 23 calciatori diventa comunque difficile. Specie se si cambia modulo, specie se si cambia radicalmente la fase di non possesso, ma anche spinta e filtro del centrocampo. Insomma serve ancora tempo? Ne è rimasto poco, magari lo spazio di 90 minuti, presentanti come un esame non importante, ma fondamentale.