L’innalzamento del livello del mare in tutto il mondo sta accelerando a causa delle emissioni di gas serra prodotte dall’umanità. Non solo: l’innalzamento registrato finora è «sostanzialmente irreversibile» su scale temporali umane. Tuttavia, un passaggio rapido e tempestivo dall’uso dei combustibili fossili può limitare il ritmo del fenomeno, attenuando le minacce che gravano sui circa 1,2 miliardi di persone a rischio di inondazioni e altri impatti. Queste sono alcune delle conclusioni contenute in un rapporto speciale commissionato dal segretario generale delle Nazioni Unite, pubblicato a Palau ieri, lunedì 31 agosto, e presentato durante la conferenza stampa quotidiana del presso la sede delle Nazioni Unite da un gruppo di esperti di cui faceva parte anche Bill Hare, amministratore delegato di Climate Analytics.

L’innalzamento del livello dei mari rappresenta oggi una delle minacce più gravi e immediate per l’umanità, hanno sottolineato gli esperti, alimentata dalle emissioni irresponsabili di gas a effetto serra. Basti pensare che il fenomeno ha registrato un’accelerazione drammatica: dopo una crescita di 2,1 mm all’anno registrata nel 1992, si è passati ai 4,5 mm del periodo più recente fino a toccare un record di 5,9 mm. Le proiezioni scientifiche evidenziano come la situazione sia destinata a peggiorare, con il rischio di superare i 10 mm annui entro la fine del secolo, rendendo l’innalzamento finora accumulato sostanzialmente irreversibile su scala temporale umana.