Antiche mulattiere e vecchi sentieri dei carbonai. Boschi selvaggi e altipiani brulli. Tradizioni ancestrali e un fiume che prova a lenire la sete della terra e disegna luoghi incantevoli, conservati come scrigni segreti. È la Sardegna interna, quella più lontana dalle spiagge affollate, dalle acque cristalline del mare e dal turismo di massa. Un luogo senza tempo dove comunità e tradizioni sopravvivono in una terra impenetrabile e misteriosa alle pendici del Gennargentu, nei territori che si stringono intorno al borgo di Seulo. Siamo in Barbagia, dove il mito dell’Accabadora (la levatrice del paese che toglieva la vita ai malati terminali, liberandoli dalle sofferenze, figura resa famosa dall’omonimo libro di Michela Murgia) e di riti al confine con la magia come il malocchio (s'ogu malu) si fondono e ruotano intorno alla figura della donna, detentrice, anzi monopolista, del confine esistenziale.

Ma la Barbagia è anche una delle cosiddette blue zone del mondo, le terre dei centenari e il luogo più "longevo" d'Italia. Tanti studiosi (e anche una docuserie tv) hanno provato a scoprire il segreto della longevità in questa terra. “Siamo una comunità molto unita”, spiega Giovanni Locci, detto Pisciucheddu - 92 anni e uno sguardo vispo - quando gli chiediamo il perché ci siano così tanti centenari in questa terra. Lui è uno dei custodi dei segreti della Barbagia. Per Giovanni, quindi, è la comunità e una forte rete di relazioni a fare la differenza.