Turismo 30 agosto 2026 alle 00:26La replica di Cuccureddu: in questi anni investite risorse, progetti fermi al Ministero

Boschi, spiagge, zone costiere, distese di terreni dedicati all’agricoltura, e territori aspri come il Supramonte o il Gennargentu. La Sardegna, dal punto di vista escursionistico e dei cammini, è un universo. Possiede paesaggi straordinari e una rete escursionistica di circa tremila chilometri che permette di attraversare l’Isola da nord a sud o da est a ovest e di ospitare pellegrini che vogliano percorrere le strade del Cammino di Santa Barbara o del Cammino di Bonaria, per citarne alcuni.

Nonostante questo, l’Isola, a parte alcuni percorsi che funzionano già bene, continua a scontare la carenza di rifugi, bivacchi, punti d’acqua e servizi essenziali. A sollevare la questione è il presidente regionale del Club alpino italiano, Pierfrancesco Boy, in una lettera inviata all’assessore del Turismo Franco Cuccureddu, che replica annunciando la possibilità di una disciplina regionale autonoma qualora non arrivassero in tempi brevi indicazioni nazionali.

La lettera

L’iniziativa del Cai prende le mosse dall’esperienza di alcuni escursionisti impegnati, anche in queste giornate di agosto, a percorrere il tratto sardo del Sentiero Italia: circa seicento chilometri che vanno da Castiadas a Santa Teresa Gallura, attraversando il Sarrabus, il Gennargentu, il Supramonte e i rilievi calcarei compresi tra Dorgali e il Montalbo. Un itinerario di grande valore ambientale, sostenuto lungo il percorso da dirigenti del Cai e amministratori locali, ma reso più difficile dalle lacune del sistema di accoglienza.