Ci sono luoghi in Sardegna dove la realtà sembra lasciare spazio al mito. Rocce che serbano leggende antiche, sentieri percorsi dal profumo del ginepro, calette dove il mare cambia colore a ogni ora del giorno. È una terra in cui il confine tra ciò che esiste e ciò che si tramanda si assottiglia, dove ogni pietra racconta una storia e ogni panorama invita a rallentare. Michela Murgia scriveva di buchi che sono case di fate, di fumi sacri capaci di curare i cattivi sogni, di acque segrete dove la luna, specchiandosi, rivela il futuro.

È proprio da questa Sardegna, autentica e quasi fuori dal tempo, che prende forma la nuova proposta dell'Arbatax Park Resort by Falkensteiner. L'idea si allontana dal resort convenzionale e guarda a un luogo capace di restituire l'isola attraverso sette diverse ispirazioni, con strutture dotate ciascuna di un proprio carattere, così che ognuno possa trovare la Sardegna più vicina al proprio desiderio.

Un rifugio sul mare, anzi due

C'è chi la immagina come un riparo silenzioso davanti all'acqua, chi la sogna avvolta nella macchia mediterranea, chi vuole lasciarsi conquistare dalle tradizioni, dai piccoli borghi e da una natura ancora integra. Qui ogni aspirazione trova il suo spazio, con il comfort e l'accoglienza del gruppo Falkensteiner Hotels and Residences a dare forma al soggiorno. Tra le sette anime dell’Arbatax Park Resort by Falkensteiner, il Borgo Cala Moresca e il Monte Turri segnano un incontro intenso tra identità sarda e ospitalità contemporanea.