ROMA – La bassa densità abitativa, l’assenza di autostrade ed una storia geologica da oltre 500 milioni di anni che ha impresso nel paesaggio i risultati di antiche collisioni montuose e massicce attività vulcaniche, rendono la Sardegna uno dei luoghi più spettacolari del mondo in cui guidare. Dal sud al nord dell’isola i percorsi asfaltati seguono spesso il naturale andamento del terreno presentando quasi sempre una buona qualità dell’asfalto. Dulcis in fondo, non appena ci si distanzia dalle località balneari più rinomate il traffico scompare acuendo ulteriormente il piacere del viaggio stradale tra acque smeraldine, macchia mediterranea ed impervie alture tappezzate di foreste. Nel loro insieme, le statali e provinciali sarde compongono un reticolo di itinerari lungo quasi 10.000 km: eccone cinque da non perdere.

1. La litoranea Alghero – Bosa

Lunga circa 50km, la SP105 che diventa in corso d’opera la SP49, corre parallela alle Riviera del Corallo collegando Alghero e Bosa nella costa nord-occidentale dell’isola. L’asfalto non è sempre impeccabile ma la quasi totale assenza di traffico, le curve ben disegnate ed i duplici panorami sul complesso di Montiferru e Mar Tirreno, compensano ampiamente ad un manto stradale occasionalmente accidentato. La strada ha il suo epilogo in prossimità della foce del fiume Temo su cui sorge la colorata Bosa; città regia degli aragonesi, sede delle ottocentesche concerie e del Castello dei Malaspina.