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Martedì a mezzogiorno scade il termine per il deposito degli emendamenti alla legge elettorale in commissione Affari costituzionali del Senato: chi vorrà proporre modifiche al testo, dovrà farlo entro quell’ora. La legge elettorale è il più sentito degli argomenti politici su cui la maggioranza di destra e il governo di Giorgia Meloni stanno discutendo da mesi, tra bisticci, incomprensioni e incidenti parlamentari. E negli ultimi giorni un ulteriore tema di discussione ha alimentato dibattiti e polemiche, e cioè la possibilità di reintrodurre il ballottaggio. È un’ipotesi che sta generando dissidi tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno dei vari partiti e delle rispettive coalizioni.

Il doppio turno era già previsto nella versione iniziale del testo del cosiddetto Stabilicum, il nome dato dalla maggioranza a questa riforma (mentre le opposizioni la chiamano polemicamente Melonellum). In quel testo si stabiliva che, se nessuna delle coalizioni avesse raggiunto almeno il 40 per cento, soglia minima per ottenere il premio di maggioranza e dunque aggiudicarsi 70 deputati e 35 senatori in più, si sarebbe tenuto un ballottaggio tra quelle che avessero raggiunto almeno il 35 per cento, e chi avesse vinto al secondo turno avrebbe ottenuto comunque il premio.