ROMA. La corsa forsennata del centrodestra per approvare la nuova legge elettorale è già finita. Giorgia Meloni ci ha ripensato, ora vuole prendere tempo, ragionarci su. Il testo di maggioranza ora è alla Camera e ha un percorso parlamentare già fissato: i lavori in commissione Affari costituzionali si concluderanno, secondo il calendario approvato la scorsa settimana, il prossimo 25 giugno. Da lì, la proposta del centrodestra arriverà in Aula per ottenere il via libera, previsto intorno alla metà di luglio. E fino a qui, già che la strada è tracciata, tutto continuerà a procedere come previsto. Quando però la legge approderà in Senato per l’approvazione definitiva, che solo qualche giorno fa era stata pianificata dalla premier entro la pausa estiva di agosto, ecco che verrà fatta arenare. E non è detto che da lì, poi, riesca a ripartire. Dentro Fratelli d’Italia, al momento, lo considerano un momento di riflessione. «Si può sempre chiudere entro l’autunno, come avevamo programmato mesi fa», dicono ostentando tranquillità i fedelissimi della premier. Ma nei ragionamenti di questi giorni si è insinuato con sempre più forza il tema “Roberto Vannacci”. Lui, il leader di Futuro nazionale, continua a crescere nei sondaggi. E con la nuova legge elettorale, lo “Stabilicum”, rischia seriamente di diventare l’elemento che sposterà gli equilibri a sfavore del centrodestra, facendogli perdere le elezioni.
Terremoto Vannacci, FdI congela la legge elettorale per disinnescare l’ex generale
Il via libera atteso in estate ma il centrodestra valuta se allargare la coalizione. Prende piede l’idea di lasciare spazio ad alleanze anche dopo il voto










