“La priorità è chiudere alla Camera entro domani la legge elettorale e poi andare in Senato”. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, parlando a Start di SkyTg24, dà il la alla giornata. Che certifica- dopo la batosta di ieri – la voglia di Giorgia Meloni di forzare e di tenersi le mani libere per andare a votare, con la riforma fatta. E nonostante le rassicurazioni di stesso Ciriani (“Vogliamo concludere l’esperienza di governo”). Perché poi in queste ore di riflessioni e valutazioni a 360 gradi, la premier accarezza una tentazione: fare asse con Roberto Vannacci. Dunque il governo cambierà il parere all’emendamento sulle preferenze di Edoardo Ziello, che per ora è negativo. E ora si rimetterà all’Aula, facendolo votare a Fratelli d’Italia e sfidando il resto della maggioranza, sempre nel voto segreto, D’altra parte, farà lo stesso anche il relatore di maggioranza, Angelo Rossi, (FdI), che annuncerà il cambio di parere su due emendamenti sulle preferenze: quello di Ziello appunto e uno sottoscritto dai deputati del gruppo misto Francesco Gallo e Luigi Marattin. Il parere, inizialmente contrario, sarà di “remissione all’Aula”.

FdI dopo la debacle di ieri ha messo nel mirino soprattutto Forza Italia, indiziata come il partito in cui ci sono più franchi tiratori. L’emendamento Ziello arriverà al voto già oggi, forse già in mattinata. E se Meloni farà votare i suoi, l’esibizione dell’asse con il generale diventerà chiara, con tanto di ridimensionamento di Forza Italia e di presa di posizione in vista delle elezioni. Un atto di forza, anche se – come prevedibile – Lega e Forza Italia voteranno contro. Tanto più che il testo Ziello contiene le preferenze “vere” e non quelle fake che prevedeva il testo di Bignami, affossato ieri a Montecitorio per un solo voto.