Crescono le voci che vedono il Melonellum destinato ad arenarsi in Senato dopo i voti della Camera
È entrata nel vivo oggi, 16 giugno, la discussione nella Commissione Affari Costituzionali della Camera sulla nuova legge elettorale proposta dal centrodestra, in attesa di portare il testo in Aula entro il 26 giugno. Al vaglio un muro di 479 emendamenti (emersi dalla sforbiciata della inammissibilità), mentre dall’opposizione piovono le critiche di incostituzionalità del testo in esame e la minaccia di abbandonare l’aula prima del voto, insieme all’allarme “effetto Vannacci” a danno del centrodestra. C’è chi però sostiene che una volta approdata in Senato per l’approvazione definitiva, la legge verrà fatta volutamente arenare.
I possibili contraccolpi dall’ascesa vannacciana
Il rischio, sottolineato da Lorenzo Pregliasco di Youtrend, è già chiaro: «Se Vannacci cresce al punto tale da mettere a serio rischio il vantaggio del centrodestra sul centrosinistra si potrebbero chiedere se conviene fare una legge elettorale con questo premio di maggioranza». Probabile infatti che, per come è pensata, la legge attualmente in vigore possa garantire uno scenario ben più favorevole per la causa del centrodestra rispetto a quella del nuovo testo, con un «Parlamento senza maggioranza e un governo da costruire dopo il voto».











