Aldo Torchiaro
Powered by
GIORGIA MELONI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIOVANNI DONZELLI, POLITICO
Doveva essere la riforma della stabilità. Sta diventando la riforma dei ripensamenti. Mentre la Commissione Affari costituzionali della Camera prosegue l’esame del cosiddetto Melonellum, dentro la maggioranza si moltiplicano i segnali di insofferenza. Non tanto sull’obiettivo politico – garantire la governabilità e rafforzare il bipolarismo – quanto sugli strumenti scelti per raggiungerlo.
L’ultimo elemento di tensione riguarda le preferenze. Un tema che sembrava chiuso nell’accordo raggiunto tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia e che invece Giovanni Donzelli ha deciso di riaprire. «Quando arriverà la legge elettorale in Aula noi presenteremo l’emendamento per le preferenze. Stiamo lavorando, auspichiamo di trovare un emendamento che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra, altrimenti chiederemo all’Aula cosa ne pensa», ha annunciato il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia. Parole che hanno immediatamente provocato una reazione nel partito più diffidente verso modifiche dell’ultima ora. Antonio Tajani ha ricordato che «nell’accordo raggiunto dal centrodestra non ci sono le preferenze». E ha aggiunto: «Io non le temo, però il testo presentato dalle forze di centrodestra non le prevede». Tradotto: Forza Italia non intende riaprire un’intesa già raggiunta. Si apre una crepa. Perché sempre dentro Forza Italia, il vicepresidente del PPE Massimiliano Salini esprime un parere differente: «Trovo veramente fuori luogo opporsi alle preferenze», ha detto. Ma soprattutto punta il dito contro il cuore della riforma: il listone nazionale utilizzato per attribuire il premio di maggioranza. «Ho molte perplessità. Sono molto perplesso soprattutto per il listone che verrebbe fatto per garantire il premio di maggioranza. Si garantisce la gente messa nei listoni e si tolgono gli eletti sul territorio». È una critica politica prima ancora che tecnica. E colpisce esattamente uno degli elementi più controversi del progetto elaborato dalla ministra per le Riforme Maria Elisabetta Casellati. Casellati continua a difendere l’impianto. «La legge elettorale che stiamo elaborando oggi alla Camera è stata costruita dentro il perimetro della Costituzione e delle sentenze della Corte costituzionale, proprio perché la Costituzione va rispettata», ha rivendicato.







