Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDopo il via libera in Commissione Affari costituzionali, è stato rinviato al 14 luglio l’esame della nuova legge elettorale in Aula alla Camera. Una scelta che rivela profonde divisioni non solo tra maggioranza e opposizioni, ma anche all'interno della stessa maggioranza. Il nodo irrisolto sull’introduzione delle preferenze è la causa principale dello slittamento del voto. Il premier Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia spinge per modificare il sistema introducendo le preferenze o meccanismi di scelta dei candidati. Di contro, gli alleato della lega e di Forza Italia mantengono forti riserve e difendono le liste bloccate delle segreterie di partito. Sul fronte dell’opposizione, Partito democratico e Movimento 5 Stelle contestano in blocco la riforma. La segretaria del Pd, Elly Schlein, accusa la maggioranza di pensare al mantenimento del potere invece che ai problemi concreti. Il presidente M5s, Giuseppe Conte, ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale. Nicola Fratoianni di Avs accusa «Meloni e la destra» di agire «per legge ordinaria invece che con una riforma della Costituzione» per introdurre il premierato. «Un'indegna forzatura che ha evidenti profili di incostituzionalità».