Il premier spagnolo parla alla radio dell'ingresso nell'exclave accusando una rete di disinformazione straniera
Attaccato dal Ppe di Feijóo e dall'estrema destra di Vox, che premono per andare alle elezioni, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez sceglie la radio per raccontare le sue verità su Ceuta.
A un mese dall'ingresso massiccio di migranti, Sanchez affida la sua versione dei fatti in un'intervista alla radio Cadena SER, toccando i nodi principali della crisi: chi ne porta la responsabilità, come si è materializzato il passaggio della frontiera, quale disinformazione lo avrebbe innescato, lo stato dei rapporti con Rabat e il tema della solidarietà tra territori e tra Paesi europei.
La responsabilità: sguardo su Mosca, Tel Aviv e l'ultradestra, Marocco escluso
Sanchez ha indicato come responsabile una campagna di fake news e disinformazione che avrebbe scatenato l'afflusso da reti riconducibili alla Russia e a Israele, insieme a quella che ha definito una "internazionale dell'ultradestra", accusata di strumentalizzare il tema migratorio non solo contro la Spagna ma contro l'intera Unione Europea, con l'obiettivo di dividerla.










