Il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha collegato lunedì Russia, Israele e l'estrema destra internazionale alla diffusione di notizie false che, a suo dire, hanno contribuito a innescare l'ingresso massiccio di migranti a Ceuta alla fine di luglio.
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In un'intervista al programma Hoy por Hoy dell'emittente radiofonica Cadena SER, la prima in cui affronta a fondo la crisi un mese dopo i fatti, Sánchez ha assicurato che l'esecutivo continua a indagare su che cosa abbia provocato un afflusso di persone senza precedenti nella città autonoma.
"Continuiamo a indagare. Il governo della Spagna deve agire sui dati, sui fatti certi", ha affermato il presidente. Tra gli elementi che Sánchez considera rilevanti per spiegare quanto accaduto c'è la diffusione di disinformazione nei giorni precedenti all'ingresso massiccio e, in particolare, i messaggi legati a una decisione giudiziaria sui respingimenti dei migranti che entrano a nuoto in territorio spagnolo.
"È stata travisata una sentenza della Corte suprema", ha dichiarato Sánchez, sottolineando che quella lettura si è diffusa attraverso i social ed è stata sfruttata da organizzazioni criminali.










