«Ci sono state reti russe e israeliane che hanno diffuso una menzogna» dando a intendere che «se si entrava a nuoto nella città autonoma di Ceuta, era impossibile il respingimento alla frontiera, cosa che non è vera». Lo ha detto Pedro Sanchez in un'intervista alla Cadena Ser. «E' stata travisata una sentenza del Tribunale Supremo che è stata diffusa nelle reti social attraverso false notizie di disinformazione, anche mediante organizzazioni criminali». Sanchez ha associato la disinformazione a «un'internazionale dell'ultradestra che utilizza sempre la migrazione non solo per attaccare la Spagna ma anche l'Europa, e dividerla».

«Ci sono ragioni perché il re visiti infine Ceuta e Melilla» e la visita «si farà", ma «logicamente dovremo coordinarci e lavorare con la Casa Reale». E' quanto ha anticipato il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, in un'intervista radiofonica alla Cadena Ser, a un mese dagli arrivi in massa di circa 70mila migranti, dei quali «nove su dieci» rientrati in Marocco. «Credo che ci siano gli argomenti e i motivi perché il capo dello Stato visiti Ceuta e Melilla: questo è quanto ho condiviso con il capo dello Stato ed è quello che si farà, ma vi dico anche che si farà quando ci saranno le condizioni», ha detto il premier, senza indicare una data. Sanchez ha ricordato che il re Felipe VI non ha mai visitato le due città autonome da quando è capo dello Stato, «né con amministrazioni del Psoe né del Partito Popolare» e ha ribadito che i viaggi nelle exclavi in Marocco saranno coordinati dal governo con la Zarzuela, «quando ci saranno le condizioni». D'altra parte, il premier ha sottolineato che lui è stato più volte a Ceuta e Melilla, dove «alcuni vanno a rivendicare» l'isolotto di Perejil, ha dichiarato, riferendosi all'ex presidente del governo, José Maria Aznar, che si è recato la scorsa settimana a Ceuta e che, a suo tempo, aprì un conflitto politico e diplomatico con il Marocco sull'isolotto al largo delle coste marocchine, di sovranità spagnola, «come se fosse una sfida storica della quale sentirci orgogliosi». Nel criticare Aznar per la recente visita nell'exclave in Nord Africa, Sanchez ha detto «questi vanno a seminare zizzania e non hanno fatto altro che seminare discordia nella vita, non solo come ex presidenti del governo, ma anche come presidenti del governo». Il Marocco ha offerto «una cooperazione istantanea, immediata» nella crisi migratoria per gli arrivi in massa di migranti nell'exclave spagnola di Ceuta un mese fa, e Rabat e Madrid «hanno parlato costantemente il 30 e il 31 luglio». E' quanto ha ribadito il premier spagnolo Pedro Sanchez, in un'intervista alla Cadena Ser, in cui ha escluso ogni responsabilità «in qualsiasi modo» da parte delle autorità marocchine nella crisi migratoria. Nel ricordare che «il 31 luglio è cominciato lo spiegamento operativo da parte delle autorità marocchine» per i ritorni dei migranti in Marocco, Sanchez ha insistito sul fatto che «nessun centro di intelligence con i quali abitualmente il governo di Spagna collabora ha sollevato alcun dubbio o, meglio, il minimo dubbio, sulla partecipazione, in una maniera o nell'altra, da parte delle autorità marocchine» negli arrivi in massa. «Dobbiamo essere consapevoli che questa crisi può essere risolta solo attraverso la cooperazione, non attraverso la sfiducia nel Marocco, che equivarrebbe ad aggravare ulteriormente una situazione complessa come quella che già abbiamo a Ceuta», ha aggiunto. Il premier ha confermato che domani il Consiglio dei ministri approverà uno stanziamento di altri 168 milioni di euro in aiuti all'exclave per far fronte alle conseguenze economiche della crisi.