BELLUNO - Un regolamento per la balneazione. Quindi non un divieto assoluto ad avvicinarsi al Piave e un “no” secco a bagnarsi nelle torride giornate estive. Non è un passo indietro, quello di Palazzo Rosso, che solo una decina di giorni fa aveva emesso l’ordinanza che vieta la balneazione su Piave e Ardo. Ma un modo per dettagliare quell’ordinanza. L’amministrazione di Belluno infatti metterà in moto la Commissione urbanistica per disciplinare le modalità di accesso a fiumi, torrenti e laghi; e anche per definire i comportamenti consentiti. Così, a una decina di giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza comunale dello scorso 18 agosto volta a disciplinare la frequentazione di fiumi, laghi e aree spondali del territorio, arriva un’altra novità. Il provvedimento già emanato recepisce le disposizioni stabilite dalla Regione del Veneto e nasce dalla necessità di tutelare l’incolumità pubblica lungo i principali corsi d’acqua comunali, tra cui il Piave, l’Ardo e il Cordevole (che viene citato nell’ordinanza, pur lambendo solo marginalmente il territorio comunale). Il regolamento comunale invece stabilirà come è bene comportarsi per frequentare fiumi e torrenti in modo sicuro. Il sindaco Oscar De Pellegrin argomenta la scelta: «Non volevamo fermarci all’ordinanza, quindi disciplineremo in un regolamento le raccomandazioni sui comportamenti da tenere per potersi svagare in sicurezza». Il sindaco fa anche qualche esempio: le fontane di Nogarè. Se ci sono le condizioni meteo, si potranno frequentare, senza rovinare il sito (a livello ambientale), ma quando le condizioni non lo permetteranno, non le si frequenterà. Lo stesso per il Piave.